Sali tu
Racconti quello che hai fatto davvero. È più interessante di quanto pensi, e non l'hai mai raccontato a nessuno.
Al vertice si sta soli. E nessuno ti ha mai chiesto di raccontare quello che hai fatto davvero. Una sera al mese, ogni volta nell'azienda di un imprenditore del territorio. Tre parlano. Prima o poi tocca a te.
Si entra per la storia, per l'attitudine. Non per il fatturato.
Racconti quello che hai fatto davvero. È più interessante di quanto pensi, e non l'hai mai raccontato a nessuno.
Tre voci a turno, dopo quattro settimane con un voice coach. Non per parlare meglio: per togliere la posa.
Non si limita a rispondere: chiede alla platea. Platea che si fa agorà vibrante delle idee più disparate.
I tre Keynote vanno su YouTube, in qualità professionale. Il resto della serata vive lì, una volta sola.
Ogni edizione si tiene nella sede di un imprenditore del territorio.
Tre momenti. Tutto ruota attorno a un Tema, dichiarato in anticipo — e ogni edizione riparte da quella prima.
Si arriva, si beve, si parla senza convenevoli. Poi si apre: il Tema della serata, le regole del rito, e il check sull'edizione precedente — tre o quattro Voci raccontano cosa hanno fatto davvero coi loro Next Steps. È il filo che fa di B2CEO un rito che torna, non una serie di eventi isolati.
Tre voci salgono a turno. Sedici minuti a testa, senza slide, dopo quattro settimane di lavoro sulla voce. Dopo ciascuna, la stessa sequenza: la Risonanza, in cui le domande le fa lo Speaker alla sala, e la Verbalizzazione, in cui ognuno scrive i propri verbi.
Due o tre voci non preparate salgono dalla sala, sei minuti a testa: non si registrano. Poi la sala distilla insieme i General Next Steps del mese. Si esce con la Lettera del Founder in mano — e con una data: quella dell'edizione dopo.
Tre ore, una sera al mese, ogni volta nell'azienda di qualcun altro. È l'unica sera in cui, in quella stanza, nessuno deve recitare la parte del capo.
Non con appunti. Non con una borsa di gadget. Con due o tre cose da fare, scritte di tuo pugno.
Dopo ogni Keynote la sala scrive. Non riassunti: verbi. La regola è una sola — prima il verbo, sempre.
«Riflettere sulla delega» non è un Next Step. «Dire a Elena che il progetto non parte, entro venerdì» lo è. Il primo è un pensiero. Il secondo, lunedì mattina, o l'hai fatto o non l'hai fatto.
A fine serata la sala distilla insieme quattro-sei caselle comuni: i General Next Steps. Quelli arrivano impaginati, via email, due giorni dopo. I tuoi restano tuoi — sul foglio che torna a casa con te.
E la volta dopo si apre da lì. Tre o quattro Voci raccontano cosa hanno fatto davvero. È l'unica rendicontazione che esiste, e non te la chiede nessuno: te la chiedi tu.
Cosa NON è conta quasi più di cosa è.
Niente celebrity, niente panel, niente agenda scritta da un ufficio comunicazione. Sul palco non sale chi ha fatto cento milioni: sali tu.
Lo Speaker non insegna. Esercita il proprio racconto vero davanti a dei pari — e poi le domande le fa lui, alla platea partecipante.
Non c'è una soglia di fatturato da superare, e in sala non esiste la gerarchia delle aziende. Un founder da due milioni vale quanto un CEO da duecento. La selezione è sull'attitudine: sei disposto a togliere la posa e ad ascoltare come vorresti essere ascoltato? E qui dentro nessuno ti vende niente. Mai.
I tre Keynote vanno su YouTube. Tutto il resto resta in quella stanza, quella sera. Non si registra, non si clippa, non si cita fuori.
Quattro modi di stare al vertice. Una cosa sola li tiene insieme.
L'azienda l'hai costruita tu, e te la porti addosso anche la domenica. Nessuno ti ha mai chiesto com'è andata davvero: ti chiedono quanto fatturi.
Guidi un'azienda che non hai fondato. Rispondi a un board e a una squadra, e non puoi essere fragile con nessuno dei due. È una solitudine doppia, e non ha una stanza dove andare.
Decidi davvero, ma la tua voce pubblica la scrive un'agenzia. L'azienda ti chiede di fare il thought leader e intanto ti toglie la possibilità di dire una cosa tua.
Non hai la C nel titolo e guidi centinaia di persone. Qui vali quanto chiunque altro: l'unica gerarchia che conta è quella di chi ascolta meglio.
Non è il fatturato. È la selezione.
Nessuna soglia da superare, nessun bilancio da mostrare, nessuna dimensione minima. Si guarda una cosa sola: sei disposto a togliere la posa e ad ascoltare come vorresti essere ascoltato?
Si entra su invito e su selezione: ti porta dentro un membro, o l'azienda che ospita. La barriera non è il prezzo.
Quaranta posti. Non uno di più: la Risonanza non funziona con duecento persone in sala.
Ti porta un membro, o l'imprenditore che ospita. Una stanza non si spiega: si vive. Vieni una volta, poi decidi. L'apericena la paghi tu, a prezzo di costo.
Tutte le serate dell'anno, il diritto di portare un ospite, la candidatura al palco. Quaranta euro al mese: qui non filtra il prezzo. Filtra la selezione.
Quattro settimane sulla voce con Davide Scalera, sedici minuti di palco, e il tuo Keynote girato in qualità professionale — tuo per sempre. Tre posti per edizione: si viene scelti prima. Nessuna cifra sposta la scelta.
Risponde Davide. E può darsi che sia un no.
Una sera al mese, per territorio. Oggi B2CEO è attivo in Puglia e in Emilia, e ogni edizione si tiene nella sede di un'azienda diversa dello stesso territorio. Non è un evento singolo: è un rito che torna, e ogni serata riparte dalla precedente.
No. La maggior parte della sala non sale mai sul palco. Nella Risonanza rispondi se ti va: puoi stare zitto tutta la sera e portarti a casa i tuoi verbi.
La prima volta niente: si entra su invito, e si paga solo l'apericena a prezzo di costo. Poi 500 € l'anno. Il Percorso Speaker — voce, palco, video — costa 1.200 €.
Su attitudine, non su fatturato o titolo. Serve essere disposti a togliere la posa. E sì: può darsi che sia un no.
No. Nessun giornalista, nessuna telecamera oltre a quella dei tre Keynote. In sala solo imprenditori e dirigenti, scelti uno per uno, e l'azienda che ospita.
Fuori dai tre Keynote non esce niente. Vietato registrare, vietato clippare, vietato citare fuori chi è intervenuto. È una condizione del rito, e vale per tutti.
Chiunque: vanno su YouTube pubblico, girati in qualità professionale. Per chi sale sono un asset che resta. Si firma una liberatoria prima di salire.
Nella sede di un imprenditore del territorio, ogni volta diversa. Mai un hotel, mai un auditorium. Oggi: Puglia ed Emilia — le prossime le apre chi porta un curatore.
Ideatore e curatore nazionale di B2CEO. Founder di Update Labs.
Innovation Manager certificato MISE, Fractional CMO, formazione avanzata in Voice Training e Acting: le quattro settimane sulla voce le conduce lui, non le appalta. Curatore nazionale anche di TRUE STORY, format di storytelling dal vivo.
TRUE STORY — format fratello, stesso curatore — ha già fatto dieci serate. Milano attiva da febbraio 2026; a Parma, la prima sera, sala piena. Altro format, altro pubblico. Ma se la domanda è se le sale si riempiono: sì.
Be a leader, not a boss.